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I droni di Papa Francesco e il progetto Aquila

Papa Francesco è ormai un collezionista di Droni, ma al contrario dell’ultimo quadricottero che gli è stato regalato dagli alunni Gesuiti, non si tratta di un vero e proprio drone, ma di una riproduzione in scala di “Aquila”, il drone ad ala fissa che Facebook utilizzerà per portare Internet nelle zone del pianeta dove, per vari motivi di carattere logistico, non arriva il segnale del satellite o la fibra e nemmeno le rete cellulare.

La notizia dell’ennesimo “modellino” regalato al Papa non sarebbe tanto interessante di per se, ma lo diventa alla luce del fatto che il regalo è stato consegnato direttamente dalle mani di Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, durante l’incontro con il Pontefice.

facebook internet drone aquila

Tranquilli, Mark non intende lanciare una versione high tech dello spirito santo, ma piuttosto con questo regalo simbolico vuole sottolineare come la tecnologia di Aquila possa connettere le persone, come si legge nella nota rilasciata dall’ufficio stampa del Vaticano: “Insieme hanno discusso di come usare la tecnologia per alleviare la povertà, incoraggiare le culture a incontrarsi e diffondere un messaggio di speranza, specialmente agli ultimi della terra”.

Parole importanti e meno retoriche di quanto possano sembrare a un lettore distratto, proprio perché il gigantesco drone Aquila ha da poco avuto il suo primo volo inaugurale nei cieli dell’Arizona. Alimentato da celle solari che gli permetterebbero 90 giorni di volo e con un apertura alare di 32 metri (più di un Boeing 737!), Aquila consuma poco più di un Phon, 2.000 Watt di potenza… Beh, davvero impressionante come primo drone Mark!

facebook aquila drone volo prova arizona

Quello che Mark Zuckerberg ha messo in campo è un disegno davvero ambizioso: con www.internet.org si punta a connettere 1,6 miliardi di persone che oggi vivono in località senza accesso alle reti mobili a banda larga e il drone Aquila è il primo di molti droni che verranno usati per questo grandioso progetto.

Voi che dite? progetto umanitario o tentativo di aumentare il bacino di utenti iscritti a Facebook?

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